 |
Ottavio
Mazzanti, 57 anni, ex agente di commercio, fondatore nel 1980
del club di viaggiatori "Ulisse".
A ognuno il suo hobby: alcuni collezionano cartoline, altri biglietti
di musei, altri ancora tappi o gabbiette di spumante! Ottavio
Mazzanti colleziona viaggi.
Nel 1979, dopo un viaggio nel sud dell'Algeria in cerca dei graffiti
rupestri del Tassili, non soddisfatto delle proposte del mercato,
fonda il club con un gruppo di amici. Non per sembrare più
"avventuriero" o più "in", ma per vivere
le proprie esperienze con ritmi più umani. Troviamo Ottavio
nel suo centro Ecochiocciola sull'appennino modenese intento a
preparare, con il suo cuoco nepalese Krishna, una marmellata di
mele cotogne raccolte nel piccolo parco "amarcord" dei
frutti dimenticati, prodotti esclusivamente con metodo biologico.
Sorseggiando un té al cardamomo incontriamo anche la madre
Norma.
R. Qual'é il paese che ti attira di più?
O. L'India, senz'altro. Altrimenti non ci sarei andato 35 volte.
Non l'India più pubblicizzata, ma quella delle campagne
e dei piccoli villaggi.
R. Quando ti é venuta la voglia di viaggiare?
O. È una passione antica, soddisfatta però solo
in età matura. Da piccolo, il mio sogno era andare a Bologna,
seguito poi da fantasie su Parigi, Perù e sull'isola di
Pasqua.
R. Quante volte sei riuscito a concretizzare questi tuoi desideri?
O. Bologna centinaia di volte, Parigi almeno 15, il Perù
4. Pasqua forse nel 2004, per un compleanno. Con i viaggiatori
del club stiamo scambiandoci messaggi e idee per questo evento.
Sarà un giro che toccherà il nord del Cile, il deserto
di Atacama, la provincia di Salta nel nord Argentina, il Salar
de Uyuni nel sud Bolivia, proseguendo verso l'Isola di Pasqua,
Papeete e la Nuova Zelanda.
R. Viaggio impegnativo...
O. Di impegnativo nei viaggi ormai c'é solo la voglia di
mettersi in discussione a contatto con altre culture, con altri
modi di vivere. Viaggiare é osservare il mondo con i propri
occhi. Ma bisogna togliersi gli occhiali della propria cultura
per confrontarsi con l'altro. Una frase di Proust spiega bene
il concetto: "Un vero viaggio consiste non nel vedere posti
nuovi, ma nel vedere con occhi nuovi". Alcuni giorni fa é
stato mio ospite Pino Ligabue, un geologo divulgatore che ha fatto
davvero spalancare gli occhi a una classe d'alunni delle elementari
di Concorezzo sulla meraviglia della natura del nostro Centro.
R. Allora non importa andare lontano...
O. È importante il motivo per cui si viaggia. Non voglio
demonizzare il turista che si chiude in un villaggio vacanza con
cibo "italiano". È un altro bisogno. Ciò
che importa é che sia cosciente della situazione che vive
e che vada bene a lui.
R. Ti sei imbattuto in situazioni pericolose?
O. Pericolose non mi pare... Forse una volta, di ritorno da Sumatra,
dall'isola di Siberut: siamo incappati in un mare pazzesco. Però
avevamo preferito la solidità della barca alla sua estetica
e così, dopo 44 ore di fortunale, siamo riusciti a rientrare
in porto.
R. Raccontaci qualche aneddoto sul rapporto tra persone...
O. Credo d'aver imparato cose profonde dai "semplici".
Nei primi anni '80 alle isole Taquile, al centro del lago Titicaca,
eravamo ospiti in casa di Pedro. Quando accennammo al fatto che,
ospitando turisti, guadagnava più soldi di prima, ci disse:
" Ne ho più di prima, é vero; ma quando vado
a Puno (8 ore di barca) porto a casa meno roba". Con un esempio
semplicissimo era riuscito a chiarire la differenza tra valore
reale e valore monetario ! Con Mohammed, un amico berbero del
Marocco, si discuteva di vestiti. Mentre lui, che abita al caldo,
necessita di pochi indumenti, noi abbiamo bisogno di camicie,
maglioni, cappotti ecc. Mohammed se ne uscì dicendo: "Per
tener caldo occorre cambiar colore ogni anno !", chiarendo
con un'immagine il divario tra valore reale e simbolico.
R. Cosa c'é nello zaino quando parti per un viaggio ?
O. Dipende dove vado, dal clima e dal tipo di viaggio: ci sono
differenze strutturali, ad esempio, tra itinerari culturali e
trakking in alta quota. Normalmente peso del bagaglio ed esperienze
di viaggio sono inversamente proporzionali. Il mio slogan é:
"Ciò che non é strettamente indispensabile
é superfluo". Come scriveva un nostro socio nella
presentazione dei corsi di escursionismo che a lungo abbiamo organizzato:
" Le cose più pesanti in valigia sono i nostri preconcetti:
se li lasciamo a casa, alleggeriamo il peso del bagaglio e la
fatica del nostro viaggio".
R. Hai qualche predilezione per il tipo di alloggio?
O. di norma prediligo soluzioni che abbiano una storia. Non c'é
limite al meglio, inteso non come cosa più lussuosa o albergo
più grande, ma come godimento intellettuale e psicologico
e massima soddisfazione. Godersi uno splendido tramonto in piacevole
compagnia é certo più appagante di una puntuale
cena alle otto.
R. Sono dunque questi i segreti del vero viaggiatore?
O. Seneca a proposito della dimensione del viaggio sosteneva che
"...chi si lascia distrarre da una piacevole conversazione
o dalla lettura di un libro o da un pensiero insistente si accorge
di essere già arrivato ancora prima di rendersi conto che
si sta avvicinando; così pure questo viaggio della vita:
ininterrotto e veloce, che noi facciamo con lo stesso passo da
svegli e nel sonno, a chi é sempre affaccendato si manifesta
solo al suo termine".

Leggi "ULISSE"
ecochiocciola@misterweb.it
|
|
|
In una scatola
non si può chiudere il vento
non si può catturare
l'umore di una notte d'amore
non si può congelare
un'alba radiosa
non si può spendere
il soffio della vita
per una casa di pietra
|